“Acqua e limone” è una bevanda largamente consumata nel mondo, senza distinzione di latitudine: consente infatti di godere dei numerosi benefici derivanti dalle proprietà organolettiche dell’agrume giallo (contiene quantità significative di vitamina C, acido folico, sali minerali, antiossidanti e oligoelementi quali ad esempio calcio, magnesio, potassio e fosforo).
Molte persone la bevono a stomaco vuoto al mattino: la convinzione, diventata per alcuni dogma complice la “sponsorizzazione” di alcune dive patinate di Hollywood (ad esempio Gwyneth Paltrow), è che possa purificare il corpo e faccia risplendere la pelle. In realtà, se consumata troppo spesso e/o in quantità eccessive può causare alcuni effetti collaterali, se non – nei casi peggiori – rischi per la salute.
“Vuoi essere subito più sano? Bevi un bicchiere di acqua e limone ogni mattina!”: è così riassumibile la propaganda condotta sui social da sedicenti influencer e fanatici delle soluzioni “fai da te”. Non c’è dubbio che vi sia una certa sproporzione informativa: si parla sempre degli effetti benefici dell’ “acqua e limone” ma, con altrettanta frequenza, si ignorano sistematicamente quelli indesiderati.
Bruciore di stomaco e reflusso acido rientrano tra i principali effetti collaterali del suo consumo. Chi ne soffre sistematicamente (circa il 20% della popolazione mondiale ha problemi di reflusso gastroesofageo), hanno maggiori probabilità di veder esacerbarti i sintomi con l’assunzione di cibi o bevande acide (“acqua e limone” rientra in tale categoria).
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Altri effetti indesiderati più volte riscontrati sono l’emicrania e il mal di testa: ciò è dovuto al fatto che i limoni producono tiramina, una monoammina naturale. Anche in questo caso, se si è predisposti a tale disturbo, è consigliabile ridurre l’assunzione della bevanda. Gli studi infatti hanno dimostrato un legame tra il consumo di agrumi e l’emicrania.
Non c’è due senza tre: ebbene sì, il consumo eccessivo di “acqua e limone”, può comportare la formazione di afte o ulcere della bocca, piaghe dolorose (ma non contagiose) che come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità nei propri canali ufficiali “possono procurare dolore, rendendo così difficile mangiare o parlare. Si formano sui tessuti molli della bocca o alla base delle gengive e nella maggior parte dei casi scompaiono da sole in una o due settimane”.
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La carrellata prosegue con un problema, spesso erroneamente ricondotto solo a questioni meramente estetiche: l’erosione dello smalto dentale. Si è già sottolineato che i limoni sono altamente acidi: un consumo frequente/eccessivo, può determinare ipersensibilità dentale. Bere mediante l’uso di una cannuccia è una buona precauzione da mettere in atto; parimenti – dopo la consumazione – evitare di impugnare subito dentifricio e spazzolino : è meglio bere prima molta acqua naturale per “pulire” il cavo orale.
Parallelamente, sempre a difesa delle formazioni ossee radicate nella mascella e nella mandibola, è bene informare che “acqua e limone” – in dosi eccessive – aumenta il rischio di sviluppare carie.
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