
Per questo si dovrebbe cercare di apportare modifiche alle abitudini alimentari e di procedere ad un’adeguata riduzione degli sprechi, di cui sono responsabili in misura maggiore i Paesi industrializzati. Attuare strategie per risolvere il problema è doveroso. Come hanno sottolineato Marion Guillou, presidente dell’Inra, e Gerard Matheron, presidente del Cirad:
Potremmo nutrire l’intera popolazione mondiale considerando la quantità di alimenti prodotti dall’agricoltura, ma ovviamente se escludiamo le crisi, le guerre, le disparità, le speculazioni, i prezzi irraggiungibili, i sprechi, gli incidenti climatici e i parassiti che colpiscono molte persone nel mondo che non hanno abbastanza da mangiare.
L’obiettivo è anche quello di aiutare l’ambiente. La riduzione delle emissioni di gas serra può essere realizzata partendo proprio dall’alimentazione. La parola d’ordine è consumi sostenibili, nello specifico un adattamento dei consumi alimentari alla conservazione ambientale, in modo da influire in modo ecocompatibile sullo sfruttamento delle risorse naturali e delle fonti fossili. Non si deve infatti dimenticare che in termini di sostenibilità ambientale i consumi sono spesso insostenibili per la Terra.
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