Siamo nel Tirreno meridionale, nella regione di mare situata di fronte alle coste calabresi di Capo Vaticano. È qui che i ricercatori dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno effettuato questa strepitosa scoperta grazie ad una tecnica chiamata aeromagnetismo. Procediamo con ordine. Il gruppo di ricercatori formato da: Massimo Chiappini, Riccardo De Ritis, Guido Ventura, Iacopo Nicolosi e Fabio Speranza avevano già avuto un intuizione grazie ad un paio di indizi: il primo è legato alla presenza sulla Carta Magnetica d’Italia di punto rosso che integrava tutti i dati magnetici acquisiti in Italia.
Inoltre a destare qualche ulteriore sospetto è stata il recente ritrovamento nella zona di Capo Vaticano di alcuni prodotti vulcanici di sconosciuta provenienza. Così dopo aver effettuato ulteriori analisi si è scoperto che proprio in quel punto della mappa era presente un nuovo vulcano! Attualmente non ha ancora un nome ma, garantiscono i ricercatori, possiamo stare tranquilli, il nuovo arrivato “non desta più alcuna preoccupazione, è infatti spento da ormai tantissimo tempo” spiega Massimo Chiappini probabilmente da un periodo di tempo compreso tra 670 mila anni e un milione di anni.
La tecnica che ha permesso di scovare il nuovo vulcano è quella aeromagnetica che in pratica consiste nella misurazione del campo magnetico terrestre mediante dei magnetometri; il dispositivo viene utilizzato a bordo di un elicottero con cui si sorvola la zona da analizzare e grazie al magnetometro, vengono rilevate le variazioni del campo magnetico terrestre; proprio grazie a queste caratteristiche è stato possibile scoprire il nuovo edificio vulcanico che si estende per circa 15 km ed è localizzato a poco più di 100 metri di profondità.
“Una scoperta simile – spiega ancora Chiappini – modifica quelli che sono i modelli geodinamici del Tirreno e indica anche che i vulcani delle Eolie si estendono ancora di più verso est rispetto a quello che si immaginava”. Il nuovo vulcano è localizzato lungo la stessa faglia che nel 1905 colpì la Calabria provocando danni e vittime. L’ufficializzazione della scoperta verrà pubblicata a breve su uno dei quotidiani più autorevoli in campo geofisico, il Journal of Geophysical Research ed andrà ad aggiungersi all’elenco dei vulcani già presenti in Italia che a questo punto ne conta ben 28 tra attivi e passivi.
foto tratta da www.ansa.it
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