
Disogna infatti pensare che la conservazione della biodiversità fino ad ora non è riuscita a poggiare su basi sicure proprio per la mancanza di teorie di questo genere. Adesso invece questo modello matematico potrebbe rappresentare una grande risorsa a disposizione delle autorità competenti nella progettazione di strategie migliori volte alla salvaguardia dell’ambiente. Alcuni concetti della nuova teoria smentiscono quanto si credeva fino a questo momento.
Per esempio non sarebbe del tutto vero che l’arricchimento di un habitat naturale in termini di risorse potrebbe comportare la conservazione della biodiversità. Un’altra novità riguarda i cambiamenti climatici e la loro influenza sulle risposte messe in atto dalla biodiversità. La nuova teoria infatti mette in evidenza che in questo senso si potrebbe giungere a conclusioni dubbie.
Una cosa comunque è certa: si può contare su un nuovo strumento che consente di elaborare programmi più efficienti e più vantaggiosi che hanno come obiettivo la conservazione ambientale.
Piogge intense, fiumi esondati e infrastrutture in crisi: ancora una volta l’Italia si trova a…
Non basta dire “mangio sano”. Bisogna capire bene quello che mangiamo e questo vale ancora…
Sembrava fatta. Giornate più lunghe, aria più mite… e invece no. In pochi giorni cambia…