Si parla in particolare, secondo quanto riferito dal professore che ha condotto lo studio, della salute di chi vive in questi edifici. Queste opere di bioedilizia infatti secondo John Wargo non sono valutate in modo ottimale attraverso questo sistema, dato che il metodo per rilevare i dati necessari al rilascio della certificazione tiene conto di alcuni aspetti ecologici molto significativi, ma in alcuni casi questi aspetti non vanno a vantaggio della salute dell’uomo.
Un’ottima costruzione all’insegna dell’edilizia ecosostenibile infatti viene certificata con il riconoscimento LEED se presenta ad esempio dei rivestimenti che permettono di rendere l’ambiente a tenuta stagna. Questo è sicuramente un ottimo risultato dal punto di vista del risparmio energetico, e il professore è senza dubbio d’accordo sulla qualità e sulla positività di questa decisione, ma secondo quanto è stato spiegato dallo studioso a questo corrisponde un metodo di costruzione che prevede l’utilizzo di materiali che purtroppo a volte contengono sostanze pericolose per la salute delle persone che abitano in questi edifici.
Secondo chi ha condotto l’analisi quindi ci sono degli aspetti che fanno pensare che si tenga poco in considerazione la salute dell’uomo per valutare la compatibilità di un edificio con il certificato LEED. La società che ha sviluppato questo sistema comunque riconosce che il metodo di valutazione non è ancora del tutto ottimale, e fa sapere che si lavora costantemente per realizzare un metodo di certificazione efficace per capire quando una costruzione è veramente ottima dal punto di vista della conservazione ambientale e dello sviluppo sostenibile.
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