
Diciamo che, pur in ambito di consumo critico, l’utilizzo del dispositivo di cui ora parliamo non ci sembra proprio appartenere all’ottica che vorremmo. Tuttavia, speriamo che questa nuova forma di “riciclo” dell’acqua possa essere utilizzato, oltre che nelle zone di guerra, anche per altri ambiti che possano essere maggiormente fruibili in contesti urbani ed extraurbani, contribuendo a diminuire gli sprechi di acqua.
I tecnici del Laboratorio Oak Ridge National hanno infatti sviluppato un dispositivo che consente il recupero dell’acqua di condensa che si crea nei motori a causa della combustione degli idrocarburi, permettendo di generare dalla stessa dell’acqua potabile da utilizzare per soddisfare le esigenze di vita in luoghi particolarmente impervi.
Al di là del suo utilizzo, ripetiamo, il dispositivo ci sembra abbastanza interessante, anche per le sue potenzialità.
Anzichè essere canalizzata nel tubo di scappamento, infatti, l’acqua di condensa può essere preventivamente raccolta attraverso l’ausilio di tubi forati, e poi utilizzata per fornire acqua potabile da destinare ai soldati.
Sul progetto sembra avere piuttosto fiducia anche il governo americano, che di fatto ha scelto di destinare nuovi investimenti in tal contesto.
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