Legambiente mette sul piatto dell’emergenza rifiuti dieci proposte da presentare a Governo e Parlamento per risolvere il problema.
Nel corso del convegno “Rifiuti Made in Italy”, tenutosi ieri a Roma, l’associazione ambientalista ha presentato un piano di lavoro che mette in evidenza dieci proposte in cui potrebbero essere sintetizzate le best practises da realizzare ed implementare per risolvere l’annosa emergenza, tutta italiana, dei rifiuti. Il vero nodo da sciogliere è una corretta ed organica gestione del problema legato al loro smaltimento. Vediamo la lista:
aumentare il costo dello smaltimento in discarica: se la discarica continua ad essere economica, ogni ipotesi di gestione alternativa viene a cadere
diffondere la raccolta differenziata domiciliare in tutti i comuni italiani: il sistema porta a porta si rivela come il più efficace
completare la rete impiantistica per il recupero ed il trattamento dei rifiuti, soprattutto al centro-sud dove va potenziata la raccolta differenziata
rivedere il sistema di premialita’/penalita’ e cancellare il CIP6, ovvero i contributi alle fonti di energia assimilabili alle energie alternative (paradossalmente anche i termovalorizzatori godono di tali contributi)
promuovere la diffusione delle buone pratiche sulla prevenzione
avviare la redazione del Programma nazionale di prevenzione
promuovere la qualità delle raccolte differenziate
garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio tassa/tariffa, con la definizione di regole chiare e certe a partire da quelle che regolamentano la gestione dei rifiuti tecnologici (RAAE)
chiudere la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti, sistema che ha sprecato denaro pubblico senza rivelare la propria efficacia
Introdurre i delitti ambientali nel codice penale, garantire l’uso delle intercettazioni contro i trafficanti di rifiuti, istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani: i delitti ambientali vanno ascritti al codice penale come previsto dalla direttiva europea
L’applicazione di questo decalogo sarebbe molto utile in quelle aree del paese dove l’emergenza rifiuti è ancora forte con un picco di smaltimento in discarica, il sistema peggiore, che in Italia viaggia ancora su un sostanzioso 49% dei rifiuti urbani.