
Secondo quanto diramato da diversi giorni, entro la fine dell’anno gli impianti nucleari europei saranno sottoposti a nuovi controlli per valutarne la sicurezza. Gli “stress test” partiranno nel breve termine dalle centrali nucleari più vecchie del Continente, per interessare poi tutti i 143 reattori presenti all’interno dei Paesi membri dell’Unione Europea, e quelli nelle immediate vicinanze dei confini della comunità.
Un processo, quello dell’analisi di sicurezza delle centrali, che non può che interessare in maniera intensa anche la Penisola che – sebbene non abbia al suo interno alcuna centrale nucleare attiva – può “vantare” nelle immediate vicinanze degli impianti, dalla Francia alla Svizzera, dalla Germania ai Balcani.
Ma cosa sono gli stress test, e come verranno effettuati? Le analisi sulla sicurezza sono volontarie. Tuttavia questa “volontarietà” potrebbe giocare a sfavore di quegli impianti che ritarderanno nell’esecuzione dei test, considerati i negativi impatti mediatici di un eventuale posticipo delle analisi di sicurezza.
Di conseguenza, tra i vertici dell’UE c’è la convinzione che tutti i Paesi si attiveranno in tempi molto rapidi per favorire l’elaborazione dei risultati degli stress test.
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