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Alimentazione

Frutta coltivata non nell’orto ma in laboratorio: non ci saranno sprechi

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Alcuni esperti stanno lavorando ad un nuovo progetto che prevede la produzione di vegetali in laboratorio per ridurre gli sprechi e l’inquinamento atmosferico.

Frutta laboratorio progetto Nuova Zelanda
Mele (Foto da Canva) – Ecoo.it

Un progetto di Plant & Food Research della durata di cinque anni si è posta l’obiettivo di produrre in vitro vegetali, questi verranno privati di alcune parti che generalmente vengono scartate, pensiamo ad esempio alla buccia di arancia o di mela o ai torsoli di quest’ultima.

Il programma, denominato Plant by Design, è stato messo in piedi per riuscire a ridurre gli sprechi alimentari e per riuscire a diminuire le emissioni di Co2 nell’atmosfera, contrastando, dunque, l’inquinamento.

Frutta prodotta in laboratorio: il progetto di Plant & Food Research

Il settore dell’orticoltura cellullare è ancora poco noto. In tal senso, un gruppo di esperti in Nuova Zelanda si sta muovendo per riuscire nello sviluppo di questa innovativa tecnologia alimentare. L’obiettivo è quello di riuscire a contrastare non solo gli sprechi, ma anche l’insicurezza alimentare che, purtroppo, con il passare del tempo, si sta sempre più diffondendo, complice la crisi climatica.

Laboratorio (Foto da Canva) – Ecoo.it

Tutto ha avuto inizio un anno e mezzo fa nella città di Christchurch e gli scienziati saranno coinvolti per cinque anni sostenuti dal governo. Si tratta di una sfida che gli esperti cercano di portare avanti con determinazione e passione con lo scopo, riporta Ohga!, di riuscire a riprodurre un frutto in laboratorio che rispecchi in sapore e in odore quello tradizionale, come accade per la carne sintetica. Ci sarà, però, una differenza questi alimenti saranno privi di una parte, ovvero: torsoli e buccia, dunque, ciò che puntualmente finisce tra i rifiuti.

In questi mesi, sono state molte le sperimentazioni e sono state impiegate cellule direttamente prelevate da mele, pesche, mirtilli e uva. Gli scienziati si sono posti l’obiettivo di riuscire a far assaporare al consumatore un prodotto che conoscono da anni. L’idea è quella di ridurre le emissioni di anidride carbonica, basti pensare al trasporto di questi alimenti.

Un cambio di rotta per le emissioni?

Arance (Foto da Canva) – Ecoo.it

Ad oggi, però, non si può dire se questo progetto porterà ad un cambio di rotta definitivo in termini di inquinamento, dato che non si conoscono in via definitiva le emissioni di carbonio per la sua realizzazione. Ci vorranno anni per capire nel dettaglio se tutto questo porterà risultati positivi, dunque, non ci resta che attendere e riparlarne fra qualche tempo.

Paola Saija

Classe 1996, sono nata ad Enna, nel cuore della Sicilia e sono una studentessa della facoltà di Lettere Moderne. Sin da piccola ho sempre nutrito una forte passione per la scrittura ed il giornalismo e, da qualche anno, sono riuscita a coronare il mio sogno collaborando con diverse testate locali e non. Le tematiche che mi stanno più a cuore e di cui mi occupo sono l’ambiente, la cronaca e l’attualità. Le altre mie passioni sono l’arte, il cinema ed il teatro che ho avuto modo di approfondire attraverso gli studi ed i viaggi.

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