In Italia fuoco e fiamme non accennano a spegnersi sulle aree verdi: è stata un’estate dove i roghi sono stati decisamente protagonisti, soprattutto nel sud Italia. I dati sono chiari: la regione Puglia è stata quella che ha visto più macchia boschiva andare in fumo durante il 2011, con il record di 2020 ettaro. Non se la passano meglio Sardegna, Campania e Calabria.
L’allarme, lanciato dalla Protezione Civile e da Legambiente, non è da sottovalutare: le aree boschive distrutte in Sardegna sono state pari a 1829 ettari, in Campania 914. La Calabria invece ha il triste primato di roghi accesi nella zona: 486. Il patrimonio boschivo sembra quindi fortemente a rischio, ed è di nuovo il Sud Italia che vive la situazione più grave: è in quest’area, infatti, si è sviluppata una vera e propria emergenza incendi con l’80% degli episodi incendiari della penisola.
Il dossier Ecosistema Incendi 2011 mette alla luce un altro dato allarmante: solo il 5% dei Comuni contattati conferma di applicare la legge quadro in materia di protezione dell’ambiente dai roghi. È quindi di primaria importanza riuscire a preservare ambiente e territorio dagli interessi privati degli incendi dolosi, con misure anche nazionali. I tagli agli enti locali, infatti, potrebbero portare innumerevoli danni in tal senso: i Comuni potrebbero essere costretti a tagliare i fondi per la tutela ambientale, con un grande rischio di speculazione privata sulle aree incendiate. Ogni bosco d’Italia, allora, potrebbe essere potenzialmente in pericolo.
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