Il geofisico Aldo Marturano ha spiegato il processo che sta alla base del fenomeno:
“Ventimila anni fa il Monte Somma era di 80 metri più in basso rispetto alla posizione attuale. In diecimila anni l’edificio si è sollevato di 4 millimetri all’anno, si è insomma espanso come una sorta di bolla che andava formandosi nella crosta terrestre. Il fenomeno è dovuto alla pressione dei gas e dei magmi che si vanno accumulando intorno a 20 chilometri di profondità sotto l’imponente montagna.”
I risultati di questa interessante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Journal of Volcanology and Geothermal Research”.
In questa fase attuale sembra essere stato raggiunto un equilibrio precario, interrotto comunque dalle eruzioni vulcaniche, che, per il momento, ha messo fine al processo di sollevamento.
La scoperta non è da sottovalutare, visto che, oltre a comprendere meglio i fenomeni naturali del passato legati all’attività vulcanica del Vesuvio, si potranno capire più nello specifico quelli futuri. Una cosa è certa secondo gli esperti: il destino del Vesuvio è quello di eruttare ancora.
Foto di biondo.flavio
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