I tre ragazzi universitari lo assicurano: il telaio è stato disegnato per aprirsi e chiudersi attorno a qualsiasi struttura fissa, pertanto non c’è bisogno di catene per evitare i furti, in quanto la nuova bici diventa essa stessa un lucchetto.
Yerka: la bici antifurto
Certo un ladro può rompere qualsiasi lucchetto, ma cosa accade se la bici stessa diventa un lucchetto?
Il progetto Yerka risolve tutto in modo ingegnoso: se qualcuno tentasse di rubarla, dovrebbero romperla almeno in parte, diventando praticamente inutilizzabile.
Amici d’infanzia Andrés Roi Eggers e Cristobal Cabello hanno incontrato Juan José Monsalve presso la Adolfo Ibanez University di Santiago del Cile, e si sono dedicati a creare la bici “antifurto”. Lo hanno chiamato il Progetto Yerka , perché “ha una somiglianza con una parola nordica che significa forza,” dice Monsalve.
La traversa inferiore del telaio è costituito da due bracci che possono essere aperti per avvolgere un palo per scopi di bloccaggio. La bici viene poi fissata utilizzando la parte del sedile, per collegare i bracci: il processo richiede meno di un minuto.
Se qualcuno, è già alla ricerca sul mercato della Yerka purtroppo ne rimarrà deluso né tanto meno se ne conosce il presso. Esiste un unico prototipo, completamente funzionante al momento, ma i tre ragazzi stanno cercando di creare nuovi modelli di bici: velocità differenti, modelli da uomo o da donna e ancora altro. Per portare avanti questo progetto, però stanno raccogliendo i fondi, in modo da creare più prototipi e una piccola serie di modelli che dovrebbero poi essere immessi sul mercato tra circa 7-8 mesi, al massimo.
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