PFAS, acronimo di sostanze tossiche scaricate dalle industrie sul nostro pianeta: ma vediamo meglio di cosa si tratta e tutte le implicazioni
Il Pianeta è in sofferenza a causa di molteplici fattori inquinanti. L’introduzione di elementi fisici, vari agenti inquinanti per colpa delle attività antropiche come le industrie e le fabbriche. L’impatto ambientale nei paesi industrializzati è noto ormai da tempo ed è diventato un problema globale. Riguarda tutti gli stati e tutti gli esseri umani, è una minaccia costante per la natura che negli anni ne è stata contaminata e ne paga le conseguenze più evidenti e devastanti.
Le sostanze inquinanti sono la causa di alterazioni ambientali, di perdita di biodiversità, di cambiamenti climatici. Il coinvolgimento è a 360 gradi e investe l’aria, l’acqua e il suolo. E i tipi di inquinamento sono molti e diversi e interconnessi fra loro. Del resto sulla Terra tutto è collegato e tutto è ciclico. L’inquinamento atmosferico è quello più noto causato dalle emissioni di gas nocivi che vengono rilasciati nell’ambiente a causa dell’utilizzo indiscriminato dei combustibili fossili. Ma esiste anche l’inquinamento idrico causato da alcune sostanze tossiche dette PFAS.
L’acqua ha un forte potere autodepurativo poiché assorbe l’ossigeno dall’atmosfera e ha un’alta capacità solvente che le permette di sciogliere gran parte delle sostanze chimiche in essa immesse. Ma in alcuni casi la quantità di sostanze tossiche è tale da superare tale capacità. Si chiamano PFAS e sono le sostanze presenti anche nell’acqua piovana e nella neve e sono diffuse a livello globale. Per PFAS si intende un nome collettivo che racchiude circa 4.700 sostanze che presentano una struttura chimica molto simile. La loro principale caratteristica è un’elevata persistenza che impedisce loro di degradarsi nell’ambiente.
Il termine che le definisce meglio infatti è quello di “sostanze chimiche eterne”. Si accumulano, si depositano sul suolo e penetrano nelle falde acquifere dilagando e contaminando tutto. Generate e prodotte dall’industria sono associate principalmente alle lavorazioni di impermeabili, ignifughi e antiaderenti. Ma sono contenute anche in molti prodotti come vestiti, cosmetici, padelle e imballaggi alimentari. Le sostanze perfluoro alchiliche sono composti utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua i tessuti, la carta, le pellicole fotografiche, le schiume antiincendio, i detergenti per la casa.
Oltre alla tendenza ad accumularsi nell’ambiente i PFAS persistono anche negli organismi viventi, a cominciare dall’uomo. E questo fa si che la concentrazione di PFAS sia bioamplificata, inserendosi nella catena alimentare attraverso il suolo, la vegetazione e le coltivazioni, gli animali e quindi gli alimenti. E negli organismi viventi alterano i processi interni ormonali, ma anche i comportamenti, la fertilità e altre funzioni di cellule essenziali. Gli effetti sono devastanti e l’esposizione è purtroppo continua e persistente.
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