[galleria id=”529″]E’ decisivo: il DL Ronchi è stato approvato in via definitiva. Questo provvedimento prevede, oltre a svariati obblighi comunitari, anche la privatizzazione delle reti idriche nazionali.
Il responso finale è stato questo: 302 i voti a favore, 263 quelli contrari. I deputati votanti sono stati 565, mentre la maggioranza richiesta era di 283 voti. Risultato: sì alla privatizzazione. I voti a favore sono stati del Popolo della Libertà, della Lega Nord, del Movimento per le Autonomie e i cristiano-popolari di Baccini. Voti contrari sono arrivati invece dal Partito Democratico, dall’Italia dei Valori, dall’ Unione di Centro, dal Partito Popolare Sudtirolese e dai Liberal-Democratici.
Di cosa parla il Decreto Legge di cui fa parte anche la privatizzazione dell’acqua? Adeguamenti a direttive europee tra cui la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, delle infrastrutture (settore ferroviario, concessioni autostradali) e commercializzazioni di elettrodomestici a basso impatto ambientale.
Da questo Decreto vengono esclusi distribuzione dell’energia elettrica, gestione delle farmacie comunali e il trasporto ferroviario regionale. Per quanto concerne il servizio idrico, chi di dovere specifica che tutto avverrà “in ottemperanza dei principi di autonomia gestionale” e “in piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche“. Anche in funzione della qualità e del prezzo del servizio erogato.
Reazioni dal mondo politico -e non solo- non si sono fatte attendere. Ma il Ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, rassicura dicendo che ”non c’e’ nessuna privatizzazione dell’acqua”. Queste le parole esatte di Ronchi: ”Si e’ detto strumentalmente che abbiamo privatizzato l’acqua. Questo e’ semplicemente una strumentalizzazione politica che non corrisponde alla realta’ e che respingiamo al mittente. L’acqua e’, resta e sara’ un bene pubblico non privatizzabile”. Inevitabili le polemiche da parte delle controparti, tra cui l’Italia dei Valori che grida allo scandalo (“”L’acqua non e’ piu’ pubblica e sara’ fonte di arricchimento per i privati”) e reclama il Referendum.
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