Nel corso di questa prima fase saranno coinvolte 5 scuole di Torino e i pasti oggetto di attenzione saranno circa 1.500 al giorno. Le finalità del progetto sono molteplici. Da un lato si porterà avanti una vera e propria opera di sensibilizzazione, volta a promuovere la messa in atto di comportamenti ecocompatibili. Dall’altro si cercherà di puntare su strategie in grado di garantire la riduzione della produzione dei rifiuti e di valorizzare gli avanzi alimentari, non visti più come sprechi, ma come risorse da utilizzare a favore dei bisognosi e a vantaggio della conservazione ambientale.
Riciclare gli avanzi del pranzo per evitare sprechi alimentari è in sostanza una sfida in vista di una migliore gestione dei consumi. E in effetti non sono solo le scuole a dover essere coinvolte in progetti di questo genere, visto che anche nell’ambito dei consumi domestici si potrebbero evitare gli sprechi e si potrebbe risparmiare.
Per ottenere risultati considerevoli in questo senso si dovrebbe fare ancora molto per ciò che riguarda l’educazione al consumo ragionato. Forse la scuola è proprio il più giusto punto di partenza.
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