Lo sapevate? Secondo degli studi condotti recentemente, i termovalorizzatori inquinerebbero meno delle comuni stufe a pellet, stufe a legna o a gasolio. Una scoperta che fa riflettere e che getta una luce positiva sopra questa metodica di smaltimento dei rifiuti. Sempre secondo queste ricerche, i valori sono molto al di sotto: il fumo di combustione dei termovalorizzatori, infatti, contiene una concentrazione di nanopolveri per circa 100 volte di meno rispetto a quei sistemi di riscaldamento domestico, e pochissimo di più rispetto a sistemi di riscaldamento a gas naturale.
In particolare, a giocare un ruolo fondamentale sono le emissioni. Secondo gli studi, prendendo in considerazione i tre termovalorizzatori dei rifiuti di Milano, Bologna e Brescia, molto simili tra loro, i risultati sono sorprendenti. Questi tre impianti riescono infatti a catturare il 95% del particolato ultrafine, per merito di filtri antiparticolato di ultima generazione e di sistemi di abbattimento della combustione a valle.
Federambiente ha voluto commentare così i risultati notevoli: “Lo studio è un importante contributo per far chiarezza e riportare il confronto sul ruolo dei termovalorizzatori in un alveo scientifico e non emotivo“. E chissà che questi super-impianti possano risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli…
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